Il GIST (acronimo di GastroIntestinal Stromal Tumor, cioè tumore stromale gastrointestinale) è un tipo di tumore raro che nasce nella parete del tubo digerente. Non si tratta di un tumore dell’epitelio (come i più comuni tumori intestinali), ma di una forma che origina dalle cellule interstiziali di Cajal, che aiutano a regolare i movimenti dell’apparato digerente.

Si stima che ogni anno vengano diagnosticati circa 10-15 nuovi casi ogni milione di persone.

Dove si localizza di solito?

I GIST possono svilupparsi in diversi punti del tratto gastrointestinale:

  • Stomaco: circa il 60-70% dei casi
  • Intestino tenue: circa il 20-30%
  • Colon, retto ed esofago: meno comuni
  • Altre sedi: molto rari

Cos’è e come si manifesta?

Molti GIST sono asintomatici nelle fasi iniziali, e vengono scoperti per caso durante esami eseguiti per altri motivi.

Quando presenti, i sintomi possono includere:

  • Dolore o fastidio addominale
  • Sanguinamento digestivo (presenza di sangue nelle feci o vomito con sangue)
  • Anemia (stanchezza, pallore, mancanza di fiato)
  • Sensazione di massa addominale
  • Perdita di peso non intenzionale
  • Difficoltà digestive o sintomi da occlusione intestinale (più rari)

Che esami è necessario fare?

Esami di imaging

  • TAC con mezzo di contrasto: permette di visualizzare il tumore e valutare se ci sono eventuali metastasi.
  • In alcuni casi si usano anche Risonanza Magnetica o PET.

Endoscopia o ecoendoscopia

  • Se il tumore è nello stomaco o nel primo tratto dell’intestino, può essere visto durante una gastroscopia.
  • L’ecoendoscopia può aiutare a fare una biopsia guidata (cioè un prelievo di tessuto).

Esame istologico

Il campione prelevato viene studiato al microscopio per confermare che si tratta di un GIST.
Il laboratorio analizza anche alcuni marcatori specifici, come CD117 (KIT) e DOG1, che aiutano a distinguere i GIST da altri tumori.


Come si cura?

Come si curano i GIST?

1. Chirurgia

Nei casi in cui il GIST è localizzato, cioè confinato all’organo in cui si è sviluppato, la chirurgia rappresenta il trattamento principale e spesso risolutivo.

A differenza di molti altri tumori del tratto digerente, i GIST raramente si diffondono ai linfonodi. Per questo motivo, non è necessario effettuare una linfoadenectomia (cioè la rimozione dei linfonodi regionali), evitando così una chirurgia più estesa e potenzialmente più invasiva.

La maggior parte degli interventi può essere eseguita anche con tecnica mini-invasiva (laparoscopia), ma la decisione viene sempre presa dal chirurgo sulla base della esatta posizione della neoplasia.

2. Terapie farmacologiche (terapie mirate)

Quando il tumore è troppo grande, non operabile o già diffuso ad altri organi (come fegato o peritoneo), si utilizzano farmaci chiamati inibitori tirosin-chinasici, come:

  • Imatinib: il più usato, efficace nella maggior parte dei casi
  • Sunitinib o Regorafenib
  • Altri farmaci più recenti: disponibili per casi con mutazioni particolari

Questi farmaci agiscono bloccando la crescita del tumore a livello molecolare.


I GIST sono tumori maligni?

I GIST possono comportarsi in modo più o meno aggressivo, in base a:

  • Dimensione del tumore
  • Velocità di crescita (indice mitotico)
  • Sede del tumore
  • Eventuale rottura del tumore

Non tutti i GIST sono maligni, ma è importante valutarne il rischio di recidiva o metastasi per decidere il tipo di trattamento e la frequenza dei controlli.


Qual è il follow-up dopo la cura?

Dopo l’intervento chirurgico o durante le terapie, è fondamentale un monitoraggio regolare con esami di controllo (soprattutto TAC) per:

  • Verificare la risposta alla terapia
  • Intercettare eventuali recidive

La frequenza dei controlli dipende dal rischio di recidiva.

 

Un approccio multidisciplinare

Il trattamento dei GIST richiede spesso il coinvolgimento di più specialisti:

  • Chirurgo
  • Oncologo
  • Radiologo
  • Gastroenterologo
  • Anatomopatologo

Presso il nostro reparto, ogni caso viene valutato all’interno di un percorso multidisciplinare, con l’obiettivo di offrire al paziente la cura più adatta e aggiornata, secondo le linee guida internazionali.

 


Dalla diagnosi alla cura

Il percorso del paziente

Visita

Visita Ambulatoriale

Esami

Endoscopia

Ecoendoscopia

TAC

Eventualmente PET/RM

Terapia

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TAC

Endoscopia

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