Cos’è l’esofagectomia?
L’esofagectomia è un intervento chirurgico che consiste nella rimozione totale o parziale dell’esofago. Questo intervento si esegue principalmente per trattare i tumori dell’esofago.
Come si svolge l’intervento?
L’operazione si esegue in anestesia generale e può durare diverse ore (4-6 ore circa).
Esistono diverse tecniche chirurgiche, a seconda della posizione e dimensione del tumore. Le più utilizzate sono:
o Esofagectomia sec. Ivor Lewis: detta anche a due campi ovvero con un approccio sia dall’addome che dal torace.
o Esofagectomia sec. Mc Keown: detta anche a tre campi ovvero con un approccio dall’ addome, dal torace ma anche dal collo.
o Esofagectomia a torace chiuso: senza aprire il torace, solo dall’addome e dal collo
Tutti questi interventi possono essere eseguiti per via classica open o per via mininvasiva (laparoscopica o robotica): con piccole incisioni e strumenti speciali dedicati.
Durante l’intervento si rimuove la parte malata dell’esofago e si collega lo stomaco (o un segmento di intestino o il colon) alla parte sana per permettere il passaggio del cibo.
Esofagectomia secondo Ivor Lewis
Cos’è?
È una tecnica chirurgica che prevede due incisioni principali:
· Una incisione sull’addome
· Una incisione sull’emitorace destro
Come si esegue?
· Il chirurgo rimuove la parte malata dell’esofago e parte dello stomaco attraverso l’addome e il torace. Tubulizza lo stomaco sì da poterlo utilizzare come sostituto dell’esofago.
· Successivamente, lo stomaco viene “trasposto” nel torace e collegato all’esofago sano nella parte superiore del torace.
· La sutura di collegamento (anastomosi) viene eseguita pertanto eseguita nel torace.
Quando si usa?
· È indicata soprattutto per tumori localizzati nella parte media e inferiore dell’esofago.
· Permette un buon controllo del tumore e un accesso diretto alle aree coinvolte.
Esofagectomia secondo McKeown
Cos’è?
Questa tecnica prevede tre incisioni:
· Addome
· Torace destro
· Collo (cervicotomia sinistra)
Come si esegue?
· Si asporta la parte malata dell’esofago e parte dello stomaco tramite addome e torace.
· Lo stomaco tubulizzato viene trasposto e fatto risalire fino al collo, dove viene realizzata l’anastomosi (collegamento) tra lo stomaco ed esofago sano.
· L’anastomosi si trova quindi a livello cervicale (collo).
Quando si usa?
· Spesso utilizzata per tumori che coinvolgono la parte alta dell’esofago.
Cosa succede subito dopo l’operazione?
· Il paziente viene trasferito in reparto o in terapia intensiva per un monitoraggio attento.
· È normale avere un sondino naso-gastrico (un tubicino che attraversa il naso fino allo stomaco) per drenare i liquidi e permettere la guarigione della sutura.
· All’inizio si riceve nutrizione per via endovenosa o tramite sondino, finché non si inizia a mangiare per bocca.
· Il dolore viene controllato con farmaci specifici.
Recupero e dieta dopo l’intervento
· Il recupero può richiedere diverse settimane o mesi.
· La dieta viene reintrodotta gradualmente, iniziando con liquidi, poi cibi morbidi e infine solidi.
· È consigliato mangiare poco e spesso, masticare lentamente e evitare cibi difficili da digerire.
· Un supporto nutrizionale può essere necessario, soprattutto all’inizio.
Complicanze postoperatorie delle esofagectomie
L’esofagectomia è un intervento complesso e importante, e come ogni grande operazione può comportare rischi e complicanze. Conoscere queste possibili difficoltà aiuta a comprendere meglio il percorso di cura e a riconoscere tempestivamente eventuali problemi.
Complicanze respiratorie
· Polmonite: Infezione dei polmoni dovuta alla ventilazione, immobilità o secrezioni.
· Atelettasia: Collasso di parte del polmone, spesso per dolore che limita la respirazione profonda.
· Insufficienza respiratoria: Difficoltà respiratorie che possono richiedere supporto con ossigeno o ventilazione meccanica.
Complicanze cardiache
· Aritmie cardiache: Battito irregolare, comune nelle prime ore o giorni dopo l’intervento.
· Infarto miocardico o scompenso cardiaco: Più raro ma possibile, soprattutto in pazienti con patologie preesistenti.
Fistola anastomotica
· È la perdita di continuità della sutura tra esofago e stomaco.
· Può causare infezioni gravi nel torace o nel collo.
· Richiede una gestione peculiare da eseguirsi da personale altamente competente e coinvolge spesso le competenze dell’endoscopista, del radiologo e del chirurgo dedicato
Problemi digestivi e nutrizionali
· Ritardo nello svuotamento gastrico, nausea, vomito.
· Perdita di peso, malnutrizione, difficoltà a mangiare normalmente.
Altre complicanze meno frequenti
· Disfunzioni del nervo ricorrente, che può causare raucedine o problemi alla voce.
· Stenosi o restringimento dell’anastomosi, che può necessitare di dilatazioni endoscopiche.
Perché l’alimentazione cambia dopo l’esofagectomia?
Dopo l’intervento, l’anatomia del tubo digerente viene modificata: lo stomaco viene collegato all’esofago residuo o, in alcuni casi, si usano altre porzioni intestinali. Questo può influire su come il cibo passa e viene digerito, quindi è normale dover modificare la dieta.
Consigli pratici per l’alimentazione post-esofagectomia
· Mangiare poco e spesso: 5-6 piccoli pasti al giorno invece di 3 abbondanti
· Masticare lentamente e bene: aiuta la digestione e riduce il rischio di blocchi
· Evitare cibi secchi, duri o molto fibrosi: come carne molto dura, croste di pane, verdure crude fibrose
· Bere liquidi lontano dai pasti: per non diluire i succhi gastrici durante la digestione
· Evitare cibi troppo grassi o speziati: possono irritare o rallentare la digestione
· Controllare il peso regolarmente: per identificare e quantificare il calo ponderale
· Ascoltare il proprio corpo: se un alimento crea fastidio, evitarlo e discuterne con il medico o nutrizionista
Possibili difficoltà e come gestirle
· Rigurgiti o reflusso: evitare di coricarsi subito dopo i pasti, mantenere la testa sollevata durante la notte
· Sazietà precoce: mangiare lentamente e interrompere se ci si sente pieni
· Perdita di appetito: consultare il nutrizionista per integrare con alimenti energetici o supplementi
· Diarrea o stipsi: modificare l’apporto di fibre e idratazione, sempre sotto controllo medico
Consigli per il ritorno a casa
· Seguire con attenzione le indicazioni mediche e nutrizionali.
· Evitare sforzi eccessivi e riprendere gradualmente l’attività fisica leggera.
· Monitorare la ferita chirurgica e segnalare subito eventuali segni di infezione (rossore, gonfiore, dolore intenso).
· Tenere i controlli programmati con il medico per seguire l’evoluzione.
Supporto nutrizionale
In molti casi è utile il supporto di un nutrizionista o dietista per personalizzare la dieta e suggerire integratori o alimentazione artificiale se necessario.
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